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ORIONE COLPISCE ANCORA !

La nebulosa di Orione (Messier 42, M42) e' un oggetto molto familiare dell'omonima costellazione, ben visibile nel cielo invernale nelle prime ore della sera anche con un buon binocolo (o ad occhio nudo se lontano da fonti luminose). La nebulosa ha catturato da sempre l'attenzione degli astronomi e astrofili per la ricchezza e la varieta` dei fenomeni che in essa hanno luogo e per la bellezza delle immagini che si possono ottenere in tutte le lunghezze d'onda, dai raggi X all'ottico, dall'infrarosso al radio. Grazie alla sua vicinanza, soltanto 1500 anni luce dal sole (450 parsecs), il complesso delle nubi di Orione e' un laboratorio ideale per studiare indettaglio il processo della formazione stellare.

L'occasione per parlarne ancora una volta viene dalla pubblicazione delle immagini piu' dettagliate e complesse mai ottenute. L'impresa e' stata realizzata con il Telescopio Spaziale "Hubble" (HST) della NASA/ESA e il risultato e' mostrato nella foto (http://hubblesite.org/newscenter/newdesk/archive/releases/2006/01/ ). Si tratta di un mosaico di 520 immagini (circa 1 miliardo di pixels in totale) ottenuto dalla AdvancedCamera for Surveys (ACS) che nei primi mesi del 2005 ha fotografato la nebulosa nel corso di 105 orbite.
Dato HST completa un'orbita in 96 minuti, l'esposizione totale risulta di 168 ore (7 giorni!).
A complemento delle osservazioni HST e' stato utilizzato anche il telescopio da 2.2 metri dell'ESO in Cile che dispone di una camera fotografica per grandi campi.

Per processare l'intera immagine ci sono voluti parecchi mesi di lavoro di un team di ricercatori, capitanati da Massimo Robberto dello Space Telescope Institute di Baltimora (USA) e che include astronomi dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri-INAF.

Il gas di cui e' composta la nebulosa e' illuminato dalla intensara di azione ultravioletta prodotta dalle 4 stelle al centro della foto, dette del Trapezio, di massa da 10 a 40 volte maggiore di quella del sole e luminosita`fino a 400000 volte quella solare.
Grazie alla profondità dell'esposizione fatta con HST si sono potute osservare moltissime altre stelle (circa3000!)di tutti i tipi, alcune debolissime e dette nane brune (brown dwarfs)perche'incapaci di innescare le reazioni di bruciamento dell'idrogeno ma soltanto quelle del deuterio.
Si e' scoperto che in alcuni casi si tratta di sistemi binari in cui le componenti sono in orbita una attorno all'altra.
Dagli studi che si faranno nei prossimi mesi sara' possibile ottenere il censimento completo della popolazione stellare e ricavare l'intera storia della formazione stellare avvenuta negli ultimi 1-2 milioni di anni - un tempo brevissimo nella clessidra astronomica!

Per finire, alcuni dettagli della foto.
L'immagine copre un'area di 30 minutid'arco quadrato (pari a 13 anni luce, o 4 parsecs, alla distanza di Orione),equivalente alla dimensione della luna piena.
I colori corrispondono alle lunghezze d'onda dei 5 filtri monocromatici (dal blu al rosso-arancione)montati sulle camere di HST e del 2.2m dell'ESO. 
La regione brillante inalto a sinistra e' M43, una mini-nebulosa di Orione eccitata dallaradiazioneUV di una sola stella brillante.
Accanto e al di sotto di M43 si notano lunghe colonne di gas e polvere che puntano in direzione del Trapezio echehanno l'apparenza di una cascata. La regione brillante sulla destra rivela la presenza di archi e bolle di gas che si formano quando il vento stellare emesso dalle stelle del Trapezio impatta il materiale della nube.
Infine,le deboli stelle rosse nella parte inferiore dell'immagine sono le miriadi di nane brune.

Per saperne di piu' contattare Francesco Palla presso l'Osservatorio di Arcetri: palla@arcetri.astro.it




Questa immagine della Nebulosa di Orione è un mosaico composto di 520 immagini, ottenuto dalla Advenced Camera for Surveys(ACS),per un tempo totale di esposizione di circa 7 giorni! (Cortesia archivio HST)





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